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Speakers

Luca Attias

Attias

Laureato in Ingegneria Elettronica presso “La Sapienza” Università di Roma ha successivamente conseguito il master in Ingegneria dell’Impresa all’Università di Tor Vergata. Dopo la laurea ha lavorato presso la Datamat SpA dove, nell’ambito di commesse legate soprattutto a sistemi real time nel settore avionico e satellitare, ha partecipato per diversi anni a gruppi di lavoro internazionali.  Ha lavorato alla Corte dei Conti come Dirigente Generale della Direzione Generale dei sistemi informativi automatizzati fino a fine ottobre 2018.

Si è impegnato per l’introduzione e lo sviluppo a tutti i livelli di una diffusa “cultura della società dell’informazione” e da diversi anni è diventato un punto di riferimento per una buona parte della Pubblica Amministrazione per le sue modalità di analizzare e comunicare i legami esistenti tra digitale, managerialità e lotta alla corruzione. Ha ottenuto in questi anni un elevato numero di riconoscimenti importanti soprattutto per la capacità di conciliare l’information technology con la managerialità. Le sue interviste e i suoi keynotes apparsi un po’ ovunque sono diventati una specie di “caso” sia per i contenuti altamente innovativi che per il numero di accessi e di commenti.

Questo relatore nel programma congressuale

giovedì, 26 Maggio 2016

13:30
14:45

DIGITAL divide et impera[co.75]

Una indagine statistica realizzata* prendendo gli indicatori relativi a 150 Paesi del mondo (Desi, IDI, Corruption Index, Gini, Press Fredom..) mostra come all’aumentare dello sviluppo digitale di un Paese crescano anche gli indici di trasparenza, legalità, equità sociale, velocità della giustizia, libertà di stampa e naturalmente crescita del PIL. L’ICT è dunque il vero fattore anticorruzione? Certamente si, anche se in Italia si incontrano ancora molte resistenze.

Un massiccio utilizzo di software preventivi anticorruzione per bandi di gara, la centralizzazione delle architetture di rete, i servizi di connettività gratuita come diritto universale, le giurie tecniche on line in processi giuridici di pubblico interesse; sono solo alcune delle soluzioni che in un futuro prossimo potranno comportare il recupero di molti punti percentuale di PIL.

Sarà proprio la partecipazione attiva dei cittadini mediante l’utilizzo di strumenti digitali, anche con modelli web 2.0 di autocontrollo,  a creare le premesse per il buon governo della “Res Publica”.

 


* L’analisi è stata condotta da un team formato da Maurizio Matteo Dècina e Carlo Salatino (esperto ICT Reply) e la supervisione di Luca Attias e Francesco Vatalaro.

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