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Speakers

Marco Fratoddi

Fratoddi

Marco Fratoddi, 48 anni, dirige “La Nuova Ecologia”, il più antico mensile ambientalista italiano. Collabora con diverse testate, si occupa di formazione in campo giornalistico per master e università con particolare riferimento alla trattazione della notizia ambientale e alla semiotica del testo. Fa parte della segreteria nazionale di Legambiente, dove s’interessa da molti anni di educazione e comunicazione, diritti dell’infanzia e politiche sociali. Recentemente ha aderito a “Stati generali dell’innovazione” ed è membro del comitato direttivo. Ha pubblicato interventi su teatro sociale, media di nuova generazione, ecologia urbana e stili di vita. Fra i suoi saggi “Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità” (in L’arte dello spettatore, Franco Angeli, 2008). Suo il blog "Italia da ripulire" all'interno di lastampa.it.

Questo relatore nel programma congressuale

mercoledì, 25 Maggio 2016

17:00
17:50

Sostenibilità ambientale e governo del territorio: strumenti per la gestione della complessità[ad.15]

Il concetto di sostenibilità – come noto – è stato introdotto e tematizzato durante la Ia
Conferenza ONU sull’ambiente nel 1972, anche se bisognerà attendere il 1987, con il Rapporto Brundtland, perché venga riconosciuto come strategico l’obiettivo dello sviluppo sostenibile che, di fatto, si configura da quel momento come il paradigma dello sviluppo.

Concetti (e strumenti) complessi che si legano, in modo significativo, a quelli di comunità, reti sociali, territorio, condivisione, cooperazione, collaborazione etc. e che portano con sé l’idea forte di restituzione del valore prodotto. L’obiettivo del panel è quello di suggerire un percorso per lo sviluppo sostenibile dei territori, evidenziando i livelli di connessione esistenti tra attori e processi, ragionando sulla particolare (iper)complessità degli ecosistemi e delle organizzazioni che li abitano.

Sullo sfondo la riflessione sulla centralità strategica che rivestono la comunicazione e la gestione delle informazioni e dei dati. L’attenzione, pertanto, sarà posta sull’urgenza di un approccio alla complessità e di una visione sistemica di processi e dinamiche tutt’altro che lineari, nella consapevolezza che il modo in cui osserviamo i fenomeni fa la differenza più degli strumenti poi adottati per gestirne l’imprevedibilità o le vulnerabilità.

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