Torna a Eventi FPA

Speakers

Marco De Giorgi

De Giorgi

45 anni, di origini pugliesi, dal 2004 è Consigliere di ruolo della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Attualmente è Direttore generale dell’Ufficio per la valutazione della performance del Dipartimento della funzione pubblica. Dal 2008 al 2012 è stato incaricato, con decreto del Presidente della Repubblica, di svolgere le funzioni di Segretario Generale del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Sul piano della formazione, dopo essersi laureatosi con lode in Giurisprudenza, indirizzo giuridico-economico, presso l’Università Luiss Guido Carli di Roma, ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca, sempre con lode, in Organizzazione e Funzionamento della Pubblica. Amministrazione presso l’Università La Sapienza di Roma con il coordinamento del prof. Sabino Cassese. E' autore di vari articoli di Diritto pubblico e Organizzazione amministrativa su riviste giuridiche specializzate e svolge attività accademica e di ricerca in materia di Diritto amministrativo presso le Facoltà di Giurisprudenza delle università LUISS e LUMSA di Roma (corso di Innovazione delle organizzazioni amministrative).

Questo relatore nel programma congressuale

martedì, 24 Maggio 2016

11:45
13:30

Valutazione delle performance della PA: prospettive future ed etica[co.28]

E' disponibile la registrazione integrale del convegno su FPAtv

La valutazione delle performance della p.a. accende dibattiti ed anche critiche ad ogni presunta novità del legislatore, tesa a favorire il processo di riforma, ad oltre sei anni dal D.lg. n. 150/2009. In attesa dell’attuazione reale della riforma Madia (Legge 7 agosto 2015 n.124) ed in particolare quello di riordino del ruolo e delle funzioni degli OIV, quale destino aspettarsi per una p.a. che ha assoluto bisogno di valutazione? “Etica” ed efficienza devono andare di pari passo per il rinnovamento del sistema pubblico italiano. Sono due facce della stessa medaglia, il nostro paese muore per la mancanza di meritocrazia a tutti i livelli e per il dilagare di una mala amministrazione che spesso sfocia in “corruzione”. Inoltre, l’articolo 11 della Legge 124/15, incentrato sulla dirigenza pubblica, su revoca incarichi e retribuzione, si gira a vite sulla valutazione, senza portare a compimento un’idea precisa, ma solo generiche dichiarazioni d’intenti.

Con l’abbandono del ruolo unico risiede l’ambiguo collegamento tra gestione degli incarichi dirigenziali e la valutazione della performance dei dirigenti, con riferimento alla valutazione dei risultati. Il dirigente pubblico diventa un punto interrogativo dietro la valutazione delle performance pubbliche.

Valutare le performance, organizzativa ed individuale, nella prospettiva futura di medio termine, non significa certo semplice osservanza di “procedure”, ma capacità etica di produrre cambiamento in avanti per tutti i cittadini, interni ed esterni alla pubblica amministrazione.

Torna all'elenco dei Relatori