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Speakers

Alessandro Arona

Arona

Nato a Novi Ligure (Alessandria) nel 1968, laureato con lode alla Statale di Milano in Scienze Politiche. Diplomato nel 1996 alla scuola di giornalismo di Urbino, giornalista professionista dal 1997, entra nel 1996 al Sole 24 Ore, dove è nel gruppo che ha avviato il settimanale “Edilizia e Territorio”, insieme a Giorgio Santilli, Valeria Uva e Bianca Lucia Mazzei. Specializzatosi nell’informazione su infrastrutture, urbanistica, edilizia privata, project financing, è da anni una delle firme di punta del Sole 24 Ore su questi argomenti.

Questo relatore nel programma congressuale

mercoledì, 25 Maggio 2016

09:30
11:30

Connettere l'Italia[co.16]

E' disponibile la registrazione integrale del convegno su FPAtv

Per connettere il Paese non c’è bisogno di grandi o piccole opere, ma di opere utili, utili alla crescita del Paese. Utili a una logistica moderna ed efficiente. Utili a una mobilità rapida, sicura, pulita, comoda e capillare. Utili al recupero e alla vivibilità dei centri urbani. Utili alla difesa e alla manutenzione del territorio. Utili ai cittadini, dunque, anche per cancellare la cattiva abitudine di imporre alle comunità grandi infrastrutture che servivano soprattutto a chi le pensava e a chi le costruiva.

Possono bastare pochi chilometri di strada o di ferrovia, per connettere alle reti nazionali ed europee un porto o un aeroporto finora mal collegati: è il cruciale concetto di “ultimo miglio”, quell’ultimo tratto di collegamento che spesso manca per rendere un’infrastruttura effettivamente funzionale. Può bastare una via d’acqua con approdi moderni, per trasportare le merci lungo i corridoi europei in modo veloce, economico e non inquinante. Ed è sufficiente investire bene, in modo mirato, per potenziare, ammodernare e mettere in sicurezza la rete stradale e autostradale già esistente, una delle più estese d’Europa.

Per questo motivo si è attuata una drastica revisione dell’elenco delle grandi opere destinatarie di finanziamenti pubblici, rimandando le altre opere a una revisione secondo costi e benefici: si cancellano quelle inutili, si ridimensionano quelle faraoniche, si salvano quelle utili, da programmare insieme ai territori.

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